“Siate centrali di misericordia, per portare il fuoco dell’amore all’umanità con la potenza umile della preghiera”
Eh, così ci ha lasciati!
Attoniti, dispiaciuti, sorpresi perché, quando credevamo che ormai fosse sulla strada della guarigione, la notizia della sua morte ha gettato tutti noi nello sconforto, facendoci sentire orfani di un Padre affettuoso e presente!
Ci mancheranno le sue parole, i suoi gesti, le sue iniziative che lo portavano costantemente a cercare la vicinanza con il suo popolo, spesso infrangendo i protocolli previsti dalla Santa Sede.
Come Discepoli di Padre Pio, abbiamo sempre accolto l’invito che Papa Francesco rivolgeva a tutti noi a chiusura di ogni suo incontro: “Per favore, non dimenticate di pregare per me”. E questo lo abbiamo fatto durante tutto il suo pontificato, ma in particolare nel tempo della sua malattia.
Oggi che non è più qui, è importante per noi che seguiamo l’esempio di San Pio, ricordare l’attenzione che Papa Francesco aveva per la figura del Santo di Pietrelcina e meditare le significative riflessioni sulla sua eredità spirituale.
In tal senso il discorso di Papa Francesco ai Gruppi di Preghiera di Padre Pio del 6 febbraio 2016, in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia, è ricco di spunti che vale la pena ricordare.
Il Santo Padre ha esordito sottolineando che tutti i presenti dovevano manifestare la propria la gratitudine a San Pio: “Perché vi ha aiutato a scoprire il tesoro della vita, che è l’amore di Dio, e a sperimentare la bellezza del perdono e della misericordia del Signore. E questa è una scienza che dobbiamo imparare tutti i giorni, perché è bella: la bellezza del perdono e della misericordia del Signore. Possiamo proprio dire che Padre Pio è stato un servitore della misericordia. Lo è stato a tempo pieno, praticando, talvolta fino allo sfinimento, l’apostolato dell’ascolto. È diventato, attraverso il ministero della Confessione, una carezza vivente del Padre, che guarisce le ferite del peccato e rinfranca il cuore con la pace. San Pio non si è mai stancato di accogliere le persone e di ascoltarle, di spendere tempo e forze per diffondere il profumo del perdono del Signore. Ha vissuto il grande mistero del dolore offerto per amore. In questo modo la sua piccola goccia è diventata un grande fiume di misericordia, che ha irrigato tanti cuori deserti e ha creato oasi di vita in molte parti del mondo”.
Queste parole di Papa Francesco, noto per l’attenzione verso i sofferenti e gli emarginati e per il costante sforzo di tradurre la fede in concreti gesti di aiuto, suggeriscono un sostanziale allineamento della sua visione del cammino cristiano con quello di San Pio.
Ha poi proseguito: “Penso ai gruppi di preghiera, che San Pio ha definito vivai di fede, focolai d’amore; non solo dei centri di ritrovo per stare bene con gli amici e consolarsi un po’, ma dei focolai di amore divino. Questo sono i gruppi di preghiera! La preghiera, infatti, è una vera e propria missione, che porta il fuoco dell’amore all’intera umanità”.
In chiusura ha incoraggiato i presenti affinché “i gruppi di preghiera siano delle «centrali di misericordia»: centrali sempre aperte e attive, che con la potenza umile della preghiera provvedano la luce di Dio al mondo e l’energia dell’amore alla Chiesa”.
Questo è il testamento spirituale che Papa Francesco ha lasciato a tutti i gruppi di preghiera e che noi, Discepoli di Padre Pio non vogliamo dimenticare, ma anzi testimoniare con forza nel nostro cammino.
Chiudiamo con le affettuose parole di Monsignor Ivo Ercolini in ricordo di Papa Francesco:
Il Papa fragile, il papa malato viene avvertito ancora più vicino e diventa testimone dell’amore di Dio per gli ultimi e gli scartati. È “la cattedra” del dolore sempre feconda che porta alla vera vita con partecipazione e affetto costanti da parte dei fedeli di tutto il mondo e, in generale, dall’ opinione pubblica.
Abbiamo seguito con tanta attenzione figliale e sofferta il periodo che il Signore ha permesso al Papa di soffrire, offrendo in silenzio per prepararsi all’incontro glorioso e definitivo col Padre. Finirà anche la notte più buia e sorgerà il sole.
Papa Francesco volge il suo sguardo verso il cielo.
Marina Di Rocco


