Sono le 3.20 dell’alba del 21 maggio 2025.
Non riesco a dormire pensando alle parole del mio messaggio che raggiungerà tutti voi attraverso il giornalino La voce dei Discepoli di Padre Pio! Sento nel cuore il desiderio profondo di dare una ventata di gioiosa speranza a chi per povertà interiore non ha speranza, ma vive nel buio della profondità dell’anima.
L’uomo senza speranza è un uomo morto!
E non è un caso, che il nostro compianto Papa Francesco su ispirazione dello Spirito Santo, abbia voluto dedicare questo anno giubilare alla seconda Virtù Teologale: la Speranza.
La Speranza viene dalla Fede e si concretizza nella Carità, Virtù grande che allarga il cuore fino a trasformarlo in tempio dello Spirito Santo, come San Pio ricordava a tutti noi, in coerenza con quanto San Paolo scriveva ai Tessalonicesi: “Noi dobbiamo essere sobri. Rivestiti con la corazza della Fede e della Carità e avendo come elmo la Speranza della salvezza” (Paolo Tessalonicesi 1 5,8).
Per chi non mi conosce, mi presento: sono Irene Gaeta, 88 anni, figlia Spirituale di Padre Pio, fin dal grembo materno come Padre Pio mi annunciò il 18 giugno 1946, con queste parole: “Io ti ho partorito al Sangue di nostro Signore Gesù Cristo. Ti ho salvato e ti salverò sempre”, riferendosi alla Sua protezione durante il primo bombardamento a Roma nel quartiere di San Lorenzo.
Nel 1960 Padre Pio mi introdusse nel mondo dell’alta moda facendomi diventare imprenditrice e stilista, dicendomi:” Ti condurrò all’ apice dell’alta aristocrazia, non perché tu possa diventare come loro, ma tu possa capire come sono miseri e vuoti dentro.”
Ho lavorato, ho pregato, ho amato, ho trovato tante ricchezze spirituali e conversioni, aiuti economici e culturali per aiutare, sfamare, confortare tanta gente nel centro di Roma che viveva nella solitudine e nell’abbandono.
Con Lui ho avuto molti incontri e confessioni, durante i quali mi ha mostrato la difficile via da percorrere per piacere di più a Gesù, tenendo nel cuore la disposizione a dire sempre di sì, anche quando non avrei voluto.
Un giorno indicandomi con il dito, mi disse:” Ehi guagliò, tu non sei nessuna, ma una che ubbidisce! Ricordatelo sempre!” mentre celebrava la Santa Messa nel momento della Consacrazione con tanta severità nei suoi occhi.
Oggi, come figli miei, mi sento di dire a ciascuno di voi: stiamo più attenti alla voce del cuore, ascoltiamo con attenzione il grido della solitudine dell’uomo che non vede la luce della Speranza in un domani migliore, perché non ha il dono della Fede. Non crede più nella parola della nostra Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Ricordiamoci che la Chiesa è sempre madre.
Padre Pio ci raccomandava sempre di amarLa e di dare la vita per Lei.
Fratello, sorella, anche se tu non credi, pensa a Gesù che ti ama tanto, perché Lui crede in te!
Non cediamo alle lusinghe del mondo. La solitudine è la lebbra del nostro tempo. Fermiamoci, spalanchiamo la porta del cuore con un pensiero di fede nella speranza di un mondo migliore.
La Fede ci porta “a sperare contro ogni Speranza”, riprendendo le parole di San Paolo (Romani 4,18)!
È il grande occhio con cui il credente guarda oltre il tempo e che ci indica la strada da percorrere sulla via della salvezza.
La virtù della Speranza è un tesoro messo nelle nostre mani da Dio e ci permette di sollevare il cuore verso un bene futuro, ma certo.
Un giorno Padre Pio mi disse: “Stai attenta! Bisogna tornare indietro alla dottrina dei nostri padri, perché questo ci salverà.”
È lo stesso messaggio che oggi ci viene proposto dal nostro Papa Leone XIV e che sarà il compito dei Discepoli di Padre Pio per aiutare, confortare l’uomo che vive nelle varie infermità fisiche, mentali e di abbandono.
San Pio ci dice:” I miei Discepoli debbono vivere pienamente le tre Virtù Teologali: la Fede, la Speranza e la Carità e curare dal bimbo che nasce all’uomo che muore.”
Ecco perché il Signore attraverso Padre Pio ci ha chiamato a realizzare le varie opere di carità ed assistenza per ogni sofferente, in particolar modo a sviluppare il progetto della Cittadella di Padre Pio in Calabria, a Drapia, contrada Vento (VV), quando mi disse: “In Calabria devi fare un Santuario, un Ospedale pediatrico, un Centro di Ricerca e un Villaggio per i Sofferenti, perché i bambini fin dal grembo materno nasceranno con il tumore ai polmoni, al sangue e altrove e si dovranno curare con le medicine naturali, le erbe che nascono li e l’acqua che scorre là! Verranno da tutto il mondo e sarà un punto fermo per Malta e il Corno d’Africa.”
Stiamo completando le attività del nuovo centro diagnostico radiologico dell’Ospedale Pediatrico di Comunità Madonna delle Lacrime e abbiamo già realizzato il progetto per la costruzione di un ospedale con 700 posti letto, rispondendo alla richiesta di San Pio perché mi ha detto che: “Ci sarà la strage dei bambini”, confidando che la Provvidenza ci accompagni come ha fatto fino ad ora!
L’Eterno Padre attraverso San Pio ci aiuta sempre servendosi di ognuno di noi!
Dio parla a tutti, ascoltiamolo! Il Signore chiama tutti! Basta credere e pregare!
Irene Gaeta





